Bentrovate e bentrovati,
questo numero (il 33 ndr) del Newcert Magazine è dedicato all’Economia Circolare e abbiamo voluto che questo principio non restasse soltanto un tema da raccontare, ma diventasse anche il metodo con cui sviluppare il numero stesso.
Per questo abbiamo affiancato nuovi contributi ad alcuni articoli del nostro archivio che conservano intatto il loro valore. È una scelta che nasce dalla stessa logica della circolarità: non sempre produrre qualcosa di nuovo significa creare. A volte è sufficiente saper riconoscere ciò che merita di essere recuperato, ricontestualizzato e rimesso in circolo.
Il percorso si apre con “Chiudere il cerchio della conoscenza”, a cura della Redazione Newcert Magazine, che ci porta nell’esperienza del Biltehqeeq Center of Research, Sustainable Development & Innovation. Il tema è quello di una ricerca organizzata e sistematica, capace di trasformare conoscenza dispersa in innovazione, circolarità e nuovi modelli di business.
Lo stesso principio ritorna nella rubrica del CNIM, con “L’Arte Nobile della Manutenzione”: riparare non è più un gesto residuale, ma una scelta strategica. Manutenere significa governare il tempo delle cose, preservarne la funzione e prolungarne il valore prima che diventino rifiuto.
Nella rubrica Sustainment, a cura di NCERT, la circolarità entra invece in un ambito meno immediato: quello dell’intrattenimento. Scenografie, allestimenti e materiali utilizzati negli eventi diventano il punto di partenza per interrogarsi su come riuso e progettazione consapevole possano trasformare anche settori che raramente associamo alla sostenibilità.
A questi contributi si affiancano alcune riflessioni che abbiamo scelto di recuperare dai numeri precedenti del Magazine. “Economia circolare, una sfida sostenibile”, pubblicato nel Numero 4, torna a ricordarci i principi fondanti di questo modello, dall’eco-design alla lotta all’obsolescenza programmata. “Tutelare l’uomo per salvaguardare il pianeta”, dal Numero 5, riporta invece l’attenzione sul legame tra dimensione umana, sociale e ambientale.
Abbiamo voluto rimettere in circolo anche “I dati affidabili non bastano: occorre condividere le conoscenze” di Laura Degiovanni, già riproposto nel Numero 30. Il fatto che trovi nuovamente spazio in questo numero non è casuale: se parliamo di circolarità, dobbiamo parlare anche della capacità di non disperdere la conoscenza e di farla diventare patrimonio condiviso.
Lo stesso vale per alcune rubriche che tornano oggi con una nuova chiave di lettura. In “Intelligenza Artificiale e psicoterapia”, dalla rubrica Meravigliosa…mente della Dott.ssa Gregorini, il rapporto tra innovazione tecnologica e dimensione umana viene osservato con equilibrio e senso critico.
In “Autenticità nel mondo dell’intelligenza artificiale”, il Dott. Tiveron riflette invece sul rapporto tra linguaggio, verità e relazioni in un mondo sempre più mediato dalla tecnologia.
Ritroviamo infine “Cybercrimes e Modello 231” dell’Avv. Meazza, già pubblicato nella rubrica Responsabilità Aziendale, per ricordare come anche il rischio informatico debba essere affrontato con logiche di prevenzione, organizzazione e responsabilità.
Chiudiamo, come sempre, con un itinerario dell’Associazione Neronis. “Roma Circolare: dove nulla si perde” ci accompagna dal Colosseo a San Clemente e ci mostra come la Città Eterna abbia praticato riuso, recupero e rigenerazione ben prima che coniassimo l’espressione “economia circolare”.
Abbiamo scelto di non separare rigidamente ciò che è nuovo da ciò che ritorna. Abbiamo preferito costruire un unico percorso, nel quale contributi originali e contenuti recuperati dall’archivio dialogano tra loro e acquistano nuovi significati.
Con l’augurio che questo numero vi ispiri a guardare a ciò che vi circonda — materiali, competenze, esperienze e conoscenza — non come qualcosa da consumare una sola volta, ma come qualcosa il cui valore può essere preservato, trasformato e rimesso in circolo.
Buona lettura!